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domenica 29 marzo 2015

MAZZI DURI E CUBETTI SODI - INTERVISTA ESCLUSIVA A IMMANUEL CASTO


SQUILLO è senza dubbio uno dei giochi più discussi degli ultimi anni.
La mente che si cela dietro a Squillo è quella di IMMANUEL CASTO, istrionico artista giunto alla ribalta del web con successi musicali come Escort 25 e Zero Carboidrati.
Si è imposto allʼattenzione del pubblico e dei media trattando tematiche forti (sesso, omosessualità, denuncia sociale) con ironia, uno stile tagliente e grande attenzione per lʼimmagine.

Quando, durante uno degli ultimi brainstorming del team di Idee Ludiche, è spuntata l’idea di intervistare un personaggio di tale lignaggio chi pensate che si sia offerto per portare a termine tale missione?!
Esatto.
Il nostro reporter d’assalto, colui che per affinità ludiche e soprattutto musicali più si avvicina alla figura artistica di Immanuel… Benedetto Degli Innocenti!

Mettetevi comodi, mandate a letto I bambini e godetevi questa scoppiettante intervista!
 

Prima di tutto grazie per aver accettato di partecipare a quest’intervista.
Immanuel Casto non ha bisogno di presentazioni in ambito musicale: brani come “Tropicanal” o “Che bella la cappella” hanno una media di un milione di visualizzazioni su Youtube. un fenomeno mediatico. Perché hai deciso di buttarti nel mondo del gioco da tavolo, che risulta al giorno d’oggi un settore d’intrattenimento così di nicchia?
Come ho fatto per la musica, ho dato sfogo alla mia creatività. E credo che si veda. Lo spettacolo e il gioco sono sempre state le mie passioni. Io mi diverto come un matto a fare quello che faccio! Poi ho avuto la fortuna di poterne far un business e quindi adesso c’è anche tanta pianificazione, ma l’intuizione artistica rimane alla base di tutto. Inoltre il gioco da tavolo non è una nicchia poi così piccola. Basta fare un salto al Lucca Comics & Games per farsene un’idea.

“Squillo” ha creato un gran casino: una sollecitazione in Senato per il ritiro dal mercato, ma anche all’interno del mondo del gioco la cosa non è stata per niente apprezzata, come se potesse danneggiare il già fragile settore. Sembra che non sia compreso il fatto che un gioco possa essere uno strumento satirico. Secondo te, perché?

In realtà è la prima volta che mi sento dire che Squillo è stato osteggiato anche all’interno del mondo del gioco! :) ma forse ero semplicemente io a non esserne al corrente. Del resto mi importa davvero poco delle critiche. Anche perché, visto quello che faccio (specie in ambito musicale), non dovrei più uscire di casa. Mi concentro invece su chi apprezza il mio lavoro. In generale però credo molte persone abbiamo problemi a relazionarsi con la diversità. Anche molti “alternativi” hanno dei canoni che vogliono vedere rispettati. Inoltre, più che la satira, è l’ironia che può risultare ostica. È una forma di umorismo che non è per tutti. Aggiungo infine che siamo tutti a favore della satira, ma finché non ci tocca sul personale (che si parli di religione, sesso o politica). Sono in pochi a possedere un po’ di sana autoironia.
Questo è un blog di giochi, e quindi provo ad addentrarmi sul discorso prettamente ludico: com’è nato il gioco in fase di design? Qual è stata la scintilla che ti ha portato a realizzare Squillo e come hai portato avanti lo sviluppo?

All’inizio (e parliamo del 2005) il gioco era stato sviluppato come un board game, ma un amico mi consigliò di svilupparne una versione card game, in quanto essendo io all’epoca un creatore indipendente, sarebbe stato più facile da produrre. Iniziai allora a studiarmi Magic (che ancora non conoscevo bene), Yu-gi-oh e Pokemon. Quelli però sono dei giochi di deck building, mentre io volevo che il mio fosse più vicino ad un party game. Il divertimento doveva essere alla base dell’operazione. Nacque così attorno al 2009 la versione a carte, che riportava immagini pornografiche fotografiche prese da internet. Lo feci vedere al mio manager che ne rimase molto colpito e fu proprio lui 3 anni dopo a suggerire di produrlo. Commissionammo allora le illustrazioni e io organizzai la stampa. Lanciammo lo spot e aprimmo le prevendite. A pochi giorni dalla consegna degli stampati lo stampatore mi chiamò dicendo che si rifiutava di stampare quei contenuti! Ero in Spagna e dovetti trovare al volo un’alternativa per rispettare i tempi. Mi rivolsi ad uno stampatore veneto senza scrupoli. Il resto è storia.
Quali sono i tuoi giochi preferiti? Che ne pensi del mondo ludico attuale, popolato da fantascienza, fantasy, ambienti medioevali e dissociazioni dalla realtà?

I miei giochi preferiti sono: Battlestar Galactica, Game of Thrones, Arkam Horror, Eldtrich Horror, Cosmic Encounters, RuneWars, Eclipse, Caos nel vecchio mondo, Coup e Stay Away. Fantasy e Fantascienza sono i due topoi del gioco e non ci vedo niente male, anche io ne sono un patito. Meglio per me che ho la mia nicchia!
E’ appena uscito “Jenus – il gioco”, di che si tratta? Sta ricevendo buoni feedback e aspre critiche come il tuo primo gioco?

Jenus è gioco trattato dal fumetto satirico di Don Alemanno Jenus, e l’ho pensato principalmente per i fan. È un gioco con una meccanica abbastanza semplice, più vicina ai giocatori saltuari che ai gamer duri e puri come me. Però ha una buona componente di interazione tra i giocatori e il tema è molto divertente. Ho letto delle buone recensioni.
Apprezzo moltissimo la convergenza di media che stai sviluppando attorno al tuo personaggio e al tuo universo: fumetti, giochi, canzoni. Puoi svelarci qualche anteprima? Hai nel cassetto qualche altro gioco?

Assolutamente sì. Oltre alla musica, ai fumetti e a portare avanti i titoli già esistenti sto studiano dei nuovo giochi, i miei primi board game. Uno è un gioco “tedesco” con il quale ho voluto mettermi alla prova, mentre l’altro, che spero di presentare a Lucca, sarà un party game molto divertente.
Io e il mio co-autore Martino Chiacchiera, autori di Mood X, abbiamo in mente alcuni titoli interessanti: “Mood XXX: quale parte del corpo useresti se Berlusconi ti mostrasse il  deretano?” (ndr: ok, Benny aveva usato un altro termine al posto di deretano...), “Psychonauta”, gioco sull’esplorazione del mondo delle droghe. “ZombiEscort: costruisci il tuo oggetto dei desideri”, “Cazzinmente”, gioco sulle parole sconce da indovinare. Ci assumi?

Ma sono idee splendide! Parliamone quando volete.
Puoi salutare i nostri lettori con una frase che metta a repentaglio il blog di “Idee Ludiche”, facendo scappare tutti gli utenti più nerd per l’imbarazzo e costringendo il fondatore del blog, Max, a scuse formali verso tutta la comunità?

Ragazzi, continuate a giocare, è una dimensione meravigliosa.
Perché nella vita si parte sempre con un sogno nel cuore, ma si finisce spesso con un c*zzo nel cu*o.
Grazie Immanuel, ti auguro in bocca al lupo per tutto!

Grazie!

 

Benedetto

mercoledì 25 marzo 2015

LA RINASCITA DEI BOARDGAMES


Si legge da più parti* che stiamo vivendo un momento particolare in cui i boardgames stanno avendo un nuovo successo, in giro per il mondo spuntano nuovi boardgame cafè ogni mese e, impensabile fino a poco tempo fa, anche giornali e magazine “mainstream” ospitano articoli dedicati ai nuovi giochi citando sempre più spesso titoli come Catan, Ticket to Ride e non sempre i soliti Monopoly e Risiko.
Ogni anno escono sempre più titoli, basti pensare alle ultime edizioni di Essen dove le nuove uscite annuali sono nell’ordine dei 500 e più titoli!
Credo sia interessante capire la motivazione per cui sempre più persone si avvicinano o in alcuni casi ri-avvicinano al mondo dei giochi da tavolo, di seguito alcuni spunti che possono magari dare modo di discuterne insieme sul blog o, in alternativa, di fronte a una birra artigianale sui tavoli da gioco in Ludoteca.

La semplicità e la durata: i titoli degli anni 80 e inizi anni 90 erano spesso dei veri e propri mastodonti, manuali di decine di pagine, zeppi di rimandi ed eccezioni che facevano scemare la pur buona volontà anche ai più temerari.
Titoli come quelli della Avalon Hill richiedevano inoltre ore di studio e le partite tendevano a durare tranquillamente intere serate prolungandosi a notte fonda… Titan, Civilization, Advanced Squad Leader, Magic Realm.
Verso la metà degli anni 90 iniziarono ad uscire titoli ed autori (spesso di origine tedesca) che introdussero giochi più accessibili, le regole erano più semplici e la durata difficilmente superava le 2 ore.
Ora siamo nella situazione che giochi sopra questa soglia sono l’eccezione e rappresentano una nicchia dell’offerta globale. La maggioranza dei titoli rientra in tempi tra i 45 e i 90 minuti, con manuali di poche pagine.
La facilità nello spiegare e iniziare a giocare in pochi minuti è fondamentale, ben vengano giochi semplici che riescono a introdurre neofiti e coinvolgerli da subito, penso al tanto bistrattato Augustus o al Piccolo Principe, che sono degli ottimi introduttivi che riescono a divertire grazie a meccaniche semplici e che non richiedono continue interruzioni: consultare la pagina 22 punto 3 sottocomma C per chiarire l’eccezione, salvo poi scoprire di non aver tenuto conto dell’appendice con le faq dove si chiarisce che non si applica nel caso la luna sia crescente e Marte è in Venere!
Ovviamente la semplificazione e la durata contenuta agevolano il compito degli “evangelizzatori” ludici, appassionati che coinvolgono parenti e amici ad ogni occasione o che addirittura (!) aprono blog e vlog motivati dalla grande passione verso i giochi da tavolo (poi coinvolgono gli amici come nel mio caso e la febbre dilaga!).
Vi sono altri aspetti che stanno agevolando immensamente la rinascita dei boardgame nelle sembianze di una cura molto più attenta all’aspetto grafico sia delle scatole che del gioco al loro interno.
La lista delle cover peggiori è numerosa e oggettivamente molte sono abbastanza indifendibili mentre alcune copertine dei titoli più recenti sono indubbiamente ben più appaganti anche agli occhi dei nostri ospiti quando sbirciano le nostre librerie ricolmi di giochi…



La stessa cura posta nell’aspetto grafico della copertina si può trovare anche all’interno delle scatole con alcune case come ad esempio la Days of Wonder o Space Cowboys che stanno alzando il livello e la cura dei componenti.
 

 
Sembrano lontani i tempi dove si aprivano le scatole per trovare tonnellate di cartoncini e mappe con gli esagoni dall’aspetto grafico approssimativo…
  
 
Altro aspetto da tenere in considerazione è che “geek” adesso è “cool”, basta pensare a telefilm come Chuck o The Big Bang Theory, ma anche la rinascita di Dr. Who e il grandissimo The IT Crowd,  dove la cultura definita una volta “nerd” è celebrata come non mai, spesso anche in maniera ironica, ma non solo, se consideriamo che Games of Thrones e The Walking Dead stanno riscuotendo un successo enorme anche al di fuori della stretta cerchia di amanti del fantasy/horror.
I ragazzi che negli anni 80  guardavano Star Wars e War Games, giocavano con i primi videogame sui primi computer e console e si trovavano a giocare quasi di nascosto a D&D o Vampires erano prima visti ai limiti dell’anti socialità mentre sono ora adulti e "consumatori” importanti per l’industria dell’intrattenimento.
I videogiochi, grazie all’entrata in campo di colossi come Sony e Microsoft, sono stati più o meno tranquillamente accettati e considerati normali ed ora anche i boardgame stanno subendo lo stesso trattamento.
Ultima piccola considerazione è la variabile “social” che internet e i forum / facebook hanno introdotto.
In passato si comprava un gioco, spesso con pochissime informazioni a priori e basandosi sull’entusiasmo del momento grazie alle coloratissime cover (…) e si sperava di coinvolgere qualche amico non considerando che un’eventuale bocciatura significava bruciarsi altre possibilità di introdurre nuove persone all’hobby.
Adesso è sufficiente seguire i forum (la tana dei goblin in italia è la Mecca per chi si avvicina per la prima volta) o scoprire su facebook i numerosi gruppi e ludoteche che spuntano come funghi per trovare la possibilità di conoscere nuove persone e appassionati, informarsi sui capolavori e pietre miliari da provare, seguire le anteprime e farsi salire l’attesa e la salivazione per le nuove uscite.
Io stesso devo ringraziare Nylo che mi ha scovato su BGG (boardgame geek il più importante punto di riferimento mondiale dei bg) qualche anno fa proponendomi di partecipare all’apertura della Ludoteca Galliatese, dove ho avuto il piacere (oddio considerando loschi figuri come Giò e Max…) di trovare moltissime persone con la stessa passione.
Sicuramente ci sono moltissimi altri fattori (ad esempio la riscoperta dell’aspetto sociale di interagire direttamente con le persone invece del filtro di anonimità davanti lo schermo del computer su internet o giocando l’ultimo shoot-em-up da soli al buio…) ma queste erano solo mie brevi riflessioni sull’età d’oro che i boardgame stanno vivendo, ora la palla è a voi, super informati lettori di Idee Ludiche!


Lollosven

 

* Il nostro Lollosven è un assiduo frequentatore di BGG nonchè attento lettore di svariati siti/blog ludici e, da gentleman quale è, ci tiene a citare la fonte che più di tutte lo ha ispirato per la stesura di questo articolo: il post si intitola “why board games are now becoming popular” scritto da Simon Desmet sul blog fortressat (http://fortressat.com/blogs-by-members/5252-why-board-games-are-now-becoming-popular).

domenica 22 marzo 2015

LUDICOMIX BRICKS AND KIDS - EMPOLI, 28/29 MARZO 2015


Sabato 28 e domenica 29 marzo nel centro storico di Empoli si terrà l’ormai abituale appuntamento con LUDICOMIX, che quest’anno diventa LUDICOMIX BRICKS AND KIDS, ovvero la naturale evoluzione delle due manifestazioni ludiche più importanti di Empoli: Ludicomix e Mattoncini a Palazzo.
Questo “nuovo” evento per la prima volta lascia il Palazzo delle Esposizioni per coinvolgere i’ Giro d’Empoli con un’estensione di oltre 3000 mq che vedrà piazza della Vittoria culla del gioco e del fumetto!
Tanti ospiti arricchiranno questa dodicesima edizione, per quanto riguarda l’area games potremo trovare ad esempio i giochi vincitori del premio Gioco dell'Anno di Lucca C&G o Angelo Porazzi con Area Autoproduzione, per i fumetti potrete incontrare invece Luigi Bigio Cecchi o Keiko Ichiguchi e non mancheranno i protagonisti della divertente web serie italiana incentrata sui giochi di ruolo Getalive… tanta carne al fuoco insomma per questa edizione 2015.

Di seguito condivido il comunicato stampa ufficiale ed alcune foto forniteci dalla gentilissima Mirella Vicini dell’area stampa di Ludicomix:


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EVENTO LUDICOMIX BRICKS & KIDS: Appuntamento sabato 28 e domenica 29 marzo
Ludicomix inizia a svelarsi: 3000 mq in centro, con Piazza della Vittoria culla del gioco e del fumetto.
Espositori da tutta Italia con presenze internazionali. Al Cinema La Perla le proiezioni delle puntate finora rilasciate di Getalive, la web serie dei giocatori.
 
EMPOLI –  Mancano quindici giorni a Ludicomix Bricks & Kids, la manifestazione ludica che coinvolgerà le piazze del centro storico di Empoli nel weekend di sabato 28 e domenica 29 marzo.
Piazza della Vittoria sarà uno dei punti focali del festival: è qui che il settore "Comics & Games" avrà la sua prima base, per portare a Empoli il meglio della cultura ludica e del fumetto, con oltre ottanta partecipanti già coinvolti, tra espositori, associazioni e ospiti. Ci saranno anche musica e iniziative  culturali collaterali, oltre ai classici tornei ed eventi delle precedenti edizioni.
A coordinare e organizzare i lavori, come sempre negli anni passati è l'associazione Ludicom che, attraverso i propri volontari, sta predisponendo un ricco programma, con ospiti ed eventi di prim’ordine. Mappe e planimetrie alla mano ogni spazio e ogni iniziativa sta trovando la giusta collocazione: l’obiettivo è quello di coinvolgere tutto il centro storico per far diventare Ludicomix Bricks & Kids un evento realmente “patrimonio di tutti gli empolesi”, come già dichiarato dal sindaco Brenda Barnini.
Le aree coperte, tra tensostrutture ed edifici messi a disposizione, raggiungono ad oggi i 3000 metri quadrati e sono previste tre biglietterie, una in ognuna delle principali piazze coinvolte nell’allestimento. In Piazza della Vittoria il divertimento sarà in tensostruttura, con la parte preponderante degli espositori e delle associazioni ludiche raccolti in due padiglioni al centro della piazza. La fiera, ormai una garanzia ‘marchiata’ Ludicomix, vede espositori che hanno chiesto di partecipare da mezza Italia, da Napoli come da Roma, e poi Torino e Milano, con presenze che arrivano anche dalla Malesia e dalla Germania. Ospite di riguardo dell’area gioco, con propri tavoli demo, la delegazione del “Gioco e Gioco di Ruolo dell’Anno” di Lucca Comics&Games, indiscusso top event del panorama ludico-fumettistico mondiale.
Fulcro e teatro di importanti avvenimenti saranno anche alcuni palazzi storici del centro, oltre al cinema La Perla, che accoglierà le proiezioni delle puntate finora rilasciate di Getalive, la divertentissima web-series che parla di giocatori di ruolo, fatta e realizzata da giocatori stessi. Attori, regista e troupe di Getalive saranno ospiti di Ludicomix Bricks & Kids per tutta la durata della manifestazione, per incontrare i propri fans e sostenitori: è infatti in corso la campagna di crowdfunding, tramite Eppela e sostenuta proprio da Lucca Comics and Games, per finanziare la produzione delle puntate future (http://youtu.be/OsBY4DTx5jc).
Note di colore immancabili della manifestazione empolese saranno come sempre i Cosplayer, che oltre a partecipare ai contest in programma al Teatro Il Momento di via del Giglio (si prevedono oltre duecento concorrenti) si stanno organizzando autonomamente per mettere in scena un raduno a tema Doctor Who, serie televisiva britannica degli anni sessanta e rilanciata più recentemente.
Per finire questa primissima (e assolutamente non esaustiva) carrellata su spazi e incontri non resta che invitare tutti a seguire da vicino il programma del Chiostro degli Agostiniani: tantissimi ospiti, dagli emergenti ed empolesi doc disegnatori quattordicenni de ‘Il Covo del Cocomero’ ai famosi illustratori fantasy Lucio Parrillo e Danny Orizio, alla giapponese Keiko Ichiguchi (classe 1969, di Osaka).
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Lucio Parrillo
locandina serie Getalive
Angelo Porazzi

 
Per INFO ecco il link al sito: http://ludicomix.it/w/ . Un sito davvero ben realizzato con una sezione storica interessantissima che raccoglie informazioni su presenze e curiosità delle edizioni precedenti.

Che altro aggiungere se non BUON DIVERTIMENTO! ;)
 


 

 

giovedì 19 marzo 2015

"MIO CARO MAX... CHE PAURA TUFFARSI NELLE GELIDE ACQUE DELL'ETA' ADULTA"


 
Qual è il tuo segreto, Max? Perché tu sei sempre così sorridente e sereno e ti va sempre tutto bene? Anche quando ti arrabbi perché non scrivo gli articoli, non ti arrabbi veramente, fai piuttosto un piccolo broncio e dici “uffa!”.
Idee Ludiche è un blog così buono, così pacifico, così… bimbo. Non litighi mai con nessuno. Se qualcuno ti strattona o ti prende in giro, tu alla peggio chiedi scusa. Il logo del blog è puccettoso, la descrizione accanto al titolo è puccettosa, le rubriche sono puccettose. La rubrica in cui fai “parlare” i giochi da tavolo mi fa venire in mente questo.

Non è che è tutta una fuga dalla vita adulta? Non è che questa storia dei giochi da tavolo è tutta una copertura? Tutto il mondo dei gamers lotta strenuamente per dare dignità al gioco da tavolo, per dimostrare che giocare rende più intelligenti, migliora la socialità, rinforza le amicizie, eccetera.
Sarà.                                                                                     

Però, ora, in questo momento, mi tocca parlare di Niagara. E io, quando vedo Niagara apparecchiato sul tavolo, penso a questo.
Sono passati 10 anni da quando Niagara, ingegnoso prodotto di intrattenimento ludico di Thomas Liesching, vinse lo Spiel Des Jahres.

Niagara ha questa doppia faccia, che intriga e spaventa i giocatori tedesconi allo stesso tempo. E’ vestito come un gioco per bambini, ma richiede calcoli e ragionamenti da gioco deterministico.
E’ un po’ come se Daniele Luttazzi facesse una comparsata alla Melevisione.

Ma Max, tu sai di cosa stiamo parlando, vero?
In Niagara, i giocatori devono, attraverso la gestione del movimento di due barchette, pescare diamanti sul fondo del fiume, composto da dischetti trasparenti mobili. Ogni turno, i giocatori scelgono una tessera “pagaia” in contemporanea, che indica il numero di movimenti a disposizione per le barchette. Alla fine del turno, il fiume scorrerà: si faranno scivolare i dischetti del fiume del numero “pagaia” più basso scelto, e può capitare che qualche barchetta cada dalla cascata. Vince il miglior “pescatore di diamanti”, e grazie.

Niagara mostra il tranello. Se Niagara l’avesse inventato Feld, nessuno si sarebbe accorto di nulla. Il Re è nudo.
Quando c’è Niagara sul tavolo ci gasiamo tutti. Desideriamo tutti tornare bambini e poter pacioccare con le barchette, e sudare quando il dischetto trasparente con la tua barchetta è sull’orlo del precipizio. In compenso, è un gioco che richiede una dose di ragionamento, deduzione delle scelte degli altri giocatori, e a livello di regolamento, non è proprio Qwirkle, richiede l’assimilazione di qualche regola.

Niagara ti conquista con un fuoco d’artificio degno dei vecchi giochi MB, ti stupisce con una meccanica degna dei giochi tedeschi moderni, e infine ti mette a disagio quando ti rendi conto che stai giocando a qualcosa che sembra un gioco della Zoch (Aspetta Max... è un gioco della Zoch :O ).
Ma senti, Max… Non è che i giochi da tavolo sono proprio questo? Una maniera malcelata per tornare un po’ bambini? Per fuggire dai mali della nostra quotidianità?

Il dubbio è che tutti noi, che ci incontriamo alla ludoteca ogni mercoledì per scialarcela, nascondiamo una settimana di sofferenze da “adulto” (tranne Mario Sacchi che lui è sempre bimbo inside).
Qualcuno si libera dai mali dell’età adulta in maniera esplicita e gioca a Pitch Car, qualcuno non lo vuole proprio ammettere e gioca a Trajan.

Niagara è lì, a metà. Che ti senti un po’ bimbo e un po’ grande.
 
Cordialmente,
 
Benedetto