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lunedì 24 novembre 2014

FANTAENIGMA: LA SOLUZIONE


Quello appena trascorso è stato un week end ricco di eventi ludici, i più importanti dei quali sono stati sicuramente GiocaTorino all’8Gallery di Lingotto e G! comeGiocare a FieramilanoCity.
Visto e considerato che molti di voi (me compreso!) saranno stati in pellegrinaggio in questi luoghi, questo week end abbiamo preferito non pubblicare nulla di nuovo. 
Oggi invece, per allietarvi la settimana, diamo la soluzione del FantaEnigma propostoci da Fantavir e pubblicato il 18/11/14!

Rullo di tamburi…

Squilli di trombe…

Ecco gli 11 titoli che celavano il nome del gioco nascosto:

Coloretto
Abluxxen
Ricochet Robots
Can't stop
Alhambra
Scarabeo
Squiiz!
Oriente
Niagara
No thanks
Elfenland

Unendo le iniziali otteniamo: CARCASSONNE!

Complimenti quindi al Mago Charlie che, nonostante sia stato l’ultimo in ordine di tempo a tentare la soluzione, si aggiudica la sfida grazie ad un bottino di ben 14 punti (1 punto per ogni titolo azzeccato più il bonus di 3 punti per essere stato il primo - ed unico - partecipante ad indovinare tutti i titoli!).
I due titoli con la "S" sono risultati particolarmente ostici, infatti nessuno tranne Charlie è riuscito a smascherarli.
Bravo Fantavir e grazie a quanti hanno partecipato, vi diamo appuntamento alla prossima sfida che pubblicheremo martedì 9 dicembre :)

Stay Tuned!

 

La classifica finale

Charlie            14 punti
TeOoh             12 punti
Nylo                11 punti
Giovanni        10 punti
Martino            9 punti
Omar               5 punti

martedì 18 novembre 2014

FANTAENIGMI


 
Ehi, ma vi ricordate Focus Brain Trainer?!
Io ho un gran bel ricordo di quella rivista, tanti enigmi particolari e diversi dai “soliti” quiz da settimana enigmistica. C’era sempre qualcosa da imparare sfogliandola, ogni pagina ti proponeva delle sfide belle toste e stimolanti.
Io ho un po’ di nostalgia ripensando a Brain Trainer.
Sarà per questo che qui a Idee Ludiche ci è venuta la brillante idea di riproporre in chiave ludica alcune di quelle famose sfide!
E per fare questo ci siamo avvalsi della preziosissima collaborazione di un caro Amico che per ben sei anni ha creato enigmi numerici e logici, giochi di parole e visivi proprio per Brain Trainer.
Un ragazzo che abbiamo già avuto modo di conoscere grazie a questa intervista, alla quale ha risposto però in veste di affermato Autore di giochi da tavola, e che da allora è diventato un affezionato lettore del nostro blog.
Ok, ok, adesso vi dico di chi si tratta…
Il nickname Fantavir vi dice qualcosa?!

Esatto!
 
Siamo orgogliosi di annunciare che Francesco Berardi collaborerà con il team di Idee Ludiche e ci terrà compagnia con dei geniali enigmi a tema ludico!
Oggi vi proponiamo il primo dal titolo: IL SOGNO.
Sarete in grado di risolverlo?! Se siete VERI gamers credo proprio di sì! ;)

Ah, non vi ho detto che in realtà questi enigmi nascondono un gioco nel gioco, ecco le regole pensate e spiegate da Francesco in persona:

“Ciao cari lettori di Idee Ludiche,
per aggiungere un po’ di pepe all’enigma pensavo di chiedervi di scrivere tra i commenti la vostra soluzione, ma con questa simpatica regola:
 
  • 1 punto per ogni titolo indovinato
  • 1 punto in meno per ogni titolo sbagliato
  • 0 punti per eventuali spazi lasciati vuoti
  •  
  • 5 punti bonus a chi scrive per primo, poi a scalare 4,3,2,1
  • 1 solo tentativo per giocatore 
  •  
  • 3 punti bonus per il primo che indovina tutti i titoli

 
Che ne dite?
In questo modo chi scrive per primo darà indizi agli altri, però guadagna 5 punti bonus, e poi non è detto che indovini.
Se vi mancassero due titoli per risolvere l’enigma, cosa fareste? Scrivereste la soluzione per guadagnare 5 punti (ma rinunciando a 2) oppure aspettereste?
A voi la scelta, e buon divertimento!”
 
Forza allora, rispondete nei commenti qui sotto, e che vinca il migliore! ;)
Cosa si vince?!
Ovviamente onore e gloria, what else?! ;)

 
IL SOGNO
Ciao Max,
ieri sera devo aver mangiato pesante. Non so, sarà stata la frittata ai peperoni o il dolce con 4 strati di cioccolata, ma questa notte ho fatto uno strano sogno. Ora te lo racconto.
Ho sognato un camaleonte e una lince! Già solo il fatto che questi 2 animali mi siano apparsi in sogno è un fatto molto strano, ma c'è di più, perché questi 2 animali si muovevano come dei robot abbastanza idioti, che andavano dritto alla ricerca di un simbolo fino a quando non sbattevano contro un ostacolo e cambiavano direzione.
Decisi così che ne me sarei dovuto andare, prima che mi venissero addosso. Mi incamminai, ma dopo un po' mi trovai davanti alcuni coni stradali che mi impedivano di andare avanti. Mi dissi "Non posso fermarmi!", così ne scelsi 3, li spostai e continuai a camminare.
Cammina cammina, entrai in un bellissimo palazzo spagnolo, talmente bello da essere considerato patrimonio dell'umanità. Fui attratto da una stanza quadrata, di 15 metri di lato. Ah no, mi sembra ora di ricordare che fosse un po' più grande, tipo 17 metri... mmm... ma non importa, del resto molti dicono che sia la stessa cosa. Sulle pareti erano disegnati dei fastidiosissimi insetti neri, ma la cosa più particolare è che mi vennero incontro 2 tizi, manco a farlo apposta... anche loro assai strani.
Il primo aveva una maglia con sopra disegnato un punto interrogativo e con un martello picchiava su un disco colorato dicendo continuamente "sono il più pazzo del mondo!". Il secondo era un giapponese con una coppola in testa.
Improvvisamente quel pazzo del primo tizio mi diede una martellata in testa! Persi conoscenza e mi trovai quasi dall'altra parte del mondo, in cima ad una grande cascata. Si avvicinò una persona che mi chiese se mi volevo buttare, dicendo che come ricompensa mi avrebbe regalato un dischetto rosso. L'idea non mi passò neanche per l'anticamera del cervello e gli risposi seccamente "No grazie!". Poco dopo vidi nei paraggi un drago: gli chiesi un passaggio e mi portò a visitare 20 città abitate da elfi.
Finito il viaggio, il drago mi indicò una porta e mi disse: "In sogno ti sono apparsi alcuni giochi da tavolo. Se prenderai le iniziali dei loro titoli e li unirai nell'ordine in cui ti sono apparsi, riuscirai ad aprire questa porta e ti sveglierai. Ora devo andare, ti lascio con un piccolo aiuto".
Non ebbi neanche il tempo di salutarlo, quando vidi che sulla porta c'erano scritti questi due numeri: 43 e 2. Cosa volevano dire?
 

Fantavir
 

PS: la soluzione la pubblicheremo tra una settimana esatta, non temete! ;)

venerdì 14 novembre 2014

“MIO CARO MAX… E MAGNAMOSE ‘STO SCHNITZEL DI PANDA!”


 
Caro Max, ma quante ospitate nel tuo blog! Designer famosi che accettano interviste, altri blogger che giungono fino a Galliate per poter toccarti e ammirarti! E poi tutti a Essen! Quante emozioni, Max. Quanti schnitzel e pretzel e weisse! Possiamo dire che abbiamo dormito pure in camera insieme?
Hai visto quanti introvabili Spiel des Jahres che c’erano a Essen?
Sì, maledetto, ho comprato Andor in tedesco. Era a 24 euro, mi ero esaltato e l’ho comprato senza pensarci. Ora mi studierò il tedesco solo per poter giocare ad Andor da solo senza di te, tiè, tiè, tiè.
Ma bando alle ciance!
Con il mio ormai puntuale ritardo, è il momento di parlare dell’ennesimo titolo di questa carrellata di giuochi che hanno ottenuto il prestigioso premione tedescone.
So che a te questo titolo non piace, e sotto sotto ti capisco, ha una serie di elementi che mettono tanti dubbi sui motivi per cui è stato realizzato questo giuochino: Zooloretto.
Che è un po’ come aver premiato all’Oscar un film come “Scappo dalla città 2”.
Perché, come tu ben sai, Zooloretto è la versione pimpata del giuochino leggiadro e breve di carte “Coloretto”, che tanto ha fatto sfoggio alla ludoteca con la versione Culorotto, proposta dal Dado Critico, in cui si doveva soffrire con robe piccanti che col capsaicino che ci gioco, bruciatevi le papille gustative per conto vostro.
Coloretto è un gioco gradevole e semplicerrimo, che a quanto pare ha fatto tanto successo, al punto che i colletti bianchi della Abacus Spiele, in un’enorme sala riunioni con tavolo ovale d’ebano e sigaroni cubani, ci avranno visto la gallina dalle uova d’oro.
M’immagino l’autore del gioco, Michael Schacht, in fondo al tavolo, e tutti attorno i colletti bianchi:
"Dottor Schacht, non ci possiamo permettere di diminuire gli introiti, dobbiamo mantenere l’hype”
“E’ vero Dottor Schacht, è molto importante mantenere l’hype”
“Ma… non possiamo provare a promuovere qualche altro giochino mio, tipo Mondo? O China?”
“Dottor Schacht… vogliamo un Coloretto che costi il quadruplo. Vogliamo Coloretto: the Board Game”
Quante notti insonni avrà passato, il povero autore paffutello, prima di arrivare a Zooloretto.
Dato che a te Zooloretto non è piaciuto, te lo rispiego velocemente, per dispetto: Il giocatore di turno pesca una tessera raffigurante un animale e la dispone su un vagone di un treno bestiame, oppure prende uno dei vagoni e piazza gli animali nei recinti del proprio zoo, in modo tale che ogni recinto tenga ammassati e sofferenti il maggior numero di animali dello stesso tipo. In aggiunta può comprare animali dagli altri giocatori, espandere lo zoo, eliminare animali di troppo.
Michael Schacht ha avuto la brillante quanto controversa idea di spostare l’ambientazione del gioco da “nulla” a “animali teneri”, senza tenere conto dell’ira degli animalisti e dei vegani.
Poveri animali portati tramite sporchi vagoni di treni in piccoli recinti stretti, e se gli animali non ci stanno, tutti ammassati nella “stalla”, buia e tetra. E se ci sono i soldi, via, eliminati, neanche fosse il gioco del McDonald.
Il problema è che, come direbbe Nanni Moretti se fosse un game designer: “le scelte per il background sono importanti!” e giù schiaffoni.
Coloretto è un titolo estremamente funzionale per il fatto che abbia una regola sola, e attorno praticamente nulla, se non qualche piccolo dettaglio spiegabile tra l’altro durante il gioco ai neofiti. E’ un gioco totalmente astratto, e va bene così. È un piccolo gioco bomba.
Zooloretto è sostanzialmente lo stesso giuochino ma con i soldi. Il che crea quel pochino di rallentamento cerebrale che lo dovrebbe rendere più profondo, ma fa perdere un po’ di quell’immediatezza e freschezza da gioco estivo che faceva tanto bello il titolo originale.
Io sinceramente ammiro lo sforzo che ha fatto l’autore per trovare una soluzione di dubbio gusto ma funzionale al gioco.
Se l’ambientazione discutibile fosse stata volontaria, ora avremmo però molti altri elementi, come: le angherie del custode, visitatori che cadono nelle gabbie delle tigri, ippopotami che spruzzano escrementi addosso ai passanti...



Cordialmente,
 

Benedetto.

domenica 9 novembre 2014

PER MOLTI MA NON PER TUTTI: STONE AGE

E’ proprio vero,  nel mondo dei giochi da tavolo (come nella vita) l’abito non fa il monaco…

Dopo averlo più volte evitato per via dei "soliti" preconcetti sulla presenza di dadi, colsi l'occasione e mi decisi a provarlo dal vivo durante l’ultimo festival del fumetto di Galliate.
Ragazzi, dopo quella prima partita (ovviamente persa malamente!) non dico che tra noi fu amore a prima vista, ma poco ci mancò! Lo apprezzai davvero molto.
L’ho rigiocato spesso da allora e adesso che ho anche abbondantemente superato le 50 partite su BGA, ho deciso che è giunto il momento giusto per proporre un’intervista a quello che è diventato uno dei miei giochi light preferiti, ossia STONE AGE.
Avete capito bene, ho chiesto al sig. Stone Age di raccontarsi qui, sulle pagine di Idee Ludiche, di mettere a nudo i suoi pregi ed i suoi difetti e lui, gentilmente, ha accettato…
Ecco cosa mi ha raccontato!



Ciao a tutti,
mi chiamo STONE AGE, sono nato nel 2008 e sono un worker placement per 2/4 giocatori.
Per essere precisi devo dire che in me si fondono meccaniche di set collection (e fin qui tutto bene!) e, ahi me, meccaniche di dice rolling
dico “ahi me” perchè questo ad alcuni proprio non va giù…
In realtà credo che mio padre, Bernd Brunnhofer, abbia avuto una gran bella intuizione ad ambientarmi all’età della pietra.
Ammettetelo, tutto fitta bene, soprattutto il fatto che non sempre il numero di lavoratori che si dedicavano ad una attività, fosse essa di caccia, di raccolta o di ricerca, fosse direttamente proporzionale al 100% del risultato sperato. C’erano tanti fattori che impedivano la buona riuscita delle attività giornaliere dei poveri omini preistorici, la vita era dura e guadagnarsi da vivere era davvero difficile, sapevi quando uscivi al mattino ma non sapevi quando (e se) tornavi la sera.
Quindi affidarsi ad un lancio di dadi per determinare il numero di risorse raccolte durante il turno dovrebbe essere una cosa più che accettabile.
E invece no, i fanatici del german duro e puro faticano proprio ad accettare la cosa, e questo mi rammarica non poco.
Anche perché, a dir la verità, mi trovo più d’accordo con chi vede in me altri difetti più fastidiosetti, a partire dal fatto che, in 4 giocatori, chi parte per ultimo è un pochino penalizzato. E’ vero che il segnalino “primo giocatore” si muove in senso orario ogni turno, e quindi chi ha giocato per primo poi si troverà ultimo, ma resta il fatto che i primi due giri, se sei partito per ultimo, non è che ti resta poi tanto da fare. Se ti portano via gli spazi più utili nel villaggio (e di solito succede sempre!) e la possibilità di raccogliere legna (che all’inizio è sicuramente il “carburante” per avviare il motore di set collection per le carte civiltà) ti tocca andare mestamente sul cibo o provare a produrre mattoni, e quest’ultima cosa, per un cavernicolo senza attrezzi, non è semplice come raccogliere legna… non so se mi spiego!
Vi stupirei se vi confessassi che io, al contrario di ciò che pensa la maggior parte delle persone che mi ha giocato, sono convinto di dare il meglio di me in 2 giocatori?
Si, perché gli spazi possibili da occupare sono “ridotti” e la partita si fa sicuramente molto più strategica, si possono attuare tecniche di ostruzione nei confronti dell’avversario e si ha un controllo maggiore sulle carte civiltà che sono state prese e che devono ancora uscire. Il fatto di partire per primo o per secondo passa in secondo piano e l’alea del dado, pur avvertendosi, non è così preponderante come nelle partite a più giocatori (voglio dire, la carogna ti sale molto di più se quelli che giocano prima di te ti portano via tutti gli spazi che stavi puntando e, come se non bastasse, tu fai anche un lancio di dadi pessimo per cercare di ottenere un materiale che nemmeno ti serve!).
Si, giocarmi in 2 è decisamente più stimolante.
Ma non parliamo solo dei miei difetti, sennò passo per uno che si piange addosso, ed io non lo sono affatto!
Sono un gran bel gioco, bilanciato ed ambientato quanto basta, ricco di materiali (i miei meeples con i ricci sono più unici che rari!) ed ottimamente illustrato. Ah, ho anche una fantastica tazza lancia dadi!
Tutto questo, unito alla facilità di assimilazione del regolamento, fa di me un titolo molto apprezzato nell’ambiente dei family game.
Per chi non lo sapesse ho ricevuto la nomination allo Spiel des Jahres 2008 (l’anno in cui vinse Keltis, mannaggia).
Occupo attualmente un più che discreto 45° posto nel Board Game Rank di BGG, ed un ottimo 3° posto nel Family Game Rank, e scusate se è poco!
Già che ci sono vi spiego brevemente come giocarmi :)
Il tutto si svolge su tre fasi principali: nella prima, a turno, i giocatori devono piazzare uno o più dei loro lavoratori in una zona del tabellone di gioco (nel villaggio si otterrano vantaggi, nelle zono periferiche si otterrano risorse e piazzando sulle carte costruzione o civiltà si otterranno punti immediati o da scorare a fine partita), nella seconda fase si recuperano i meeples piazzati e così facendo si ottengono i vantaggi/risorse/punti cercati, infine nella terza fase si devono nutrire i propri lavoratori, pena la perdita di punti o di risorse. La partita finisce quando non è più possibile rifillare completamente le carte costruzione o civiltà ed il vincitore sarà chi ha collezionato più punti vittoria!
Ora che mi conoscete, sapete cosa posso offrire a chi mi vuol provare!

Un caro saluto,

Stone Age :)


Grazie mille caro Stone Age.
Tu sei il primo di una serie di giochi da tavola che hanno accettato di parlarci di loro in questo nuovo spazio che Idee Ludiche dedica a quanti, come dice il titolo, per un motivo o per l'altro possono essere definiti titoli "per molti ma non per tutti". Vuoi per la presenza dei tanto bistrattati dadi, vuoi per la scelta di materiali troppo essenziali, vuoi per le dimensioni della scatola molti giochi non sempre vengono capiti appieno dai giocatori e di conseguenza non riscuotono il successo che meriterebbero.
Io l'ho imparato a mie spese: mai giudicare un gioco basandosi solo sulle opinioni altrui, meglio giocarlo e chiarirsi le idee al tavolo!

Ricordate: un gioco ha sempre qualcosa da dire ;)


Max_T