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lunedì 20 ottobre 2014

ESSEN? ECCHESSARA’ MAI!

(stamattina su whatsapp)

Andrea Dado: “Avanti. Dillo che Essen è stata una grossissima delusione, che c’erano pochissimi giochi e che gli Autori, quei quattro che c’erano, neanche si fermavano per una foto.
Dillo, dai.
Ti prego, dillo…”

Max: Essen è TANTA ROBA… non mi crederesti se ti dicessi il contrario… e tu lo sai.”

Andrea Dado: “Ti odio.”

Max: “lo so…”
 

Ma si caro Dado, Essen non è nulla di più di una gran bella fiera di giochi da tavolo, o meglio, una sconfinata fiera di giochi da tavolo.
Un luogo dove si posso provare tantissimi titoli nuovi (sempre che si voglia investire del preziosissimo tempo per aspettare che si liberi un tavolo, eh), si possono incontrare gli Autori di giochi più conosciuti a livello planetario (tutti per altro assolutamente disponibilissimi) e si possono fare degli ottimi affari acquistando, oltre alle novità, anche giochi “vintage” a partire da 2 Euro!
Per i tedeschi in particolare è un luogo dove si possono fare ottimi affari, anche perché il 99% dei titoli in sconto sono in lingua tedesca, voglio dire: super prezzi ovunque ma che me ne farei di un Andor a 24 euro in tedesco?! Vero Benny? ;)
Tutto sommato Essen non è diversa da tante altre fiere, è solo che è la NUMERO UNO al mondo.
E almeno una volta nella vita ci DEVI andare. Anche solo per respirare l’aria pregna di legno e cartoncino che trasuda da ogni stand, un’esperienza al limite del terapeutico per noi gamers, un po’ come quando vai al mare di mattina presto per riempirti i polmoni di iodio!

Ma oggi cascate male se volete sapere cosa c’era in ogni padiglione, quale gioco è stato a mio parere il migliore, chi ha vinto le classifiche di gradimento, ecc, ecc…
Ciò su cui voglio porre l’accento è “l’avventura” che sta dietro la fiera vera e propria.
Il leggendario viaggio che porta dall’Italia al nord della Germania tantissimi gruppi di amici uniti dalla passione per i board games. Chi ci va in macchina, chi in camper, chi in aereo, chi ci va per giocare e poi acquistare, chi solo per acquistare che tanto si è già letto tutti i regolamenti ed ha già una wishlist lunga una settimana, chi per fare interviste o recensioni, chi addirittura per incontrare amici che durante l’anno sente solo via internet e sfrutta l’occasione per una bella chiacchierata davanti ad un gioco.
A tal proposito, che bello incontrare finalmente Francesco Berardi e poter fare una partitina al suo gioco sui criceti Hamsterbacker, o stringere la mano ai simpaticissimi Marco e Stefania, Autori di ZhanGuo, e sentirli crogiolarsi del fatto che il signor Feld stesse giocando ed apprezzando il loro nuovo gioco!
Questi sono i momenti che a mio parere valorizzano Essen! Che lo rendono una meta degna di nota.
Non che in Italia questo non succeda, ma qui è tutto più amplificato, tutto in scala 10:1!
Un giro ad Essen non sarebbe la stessa cosa se non ci fosse alla base un sentimento di aggregazione ed amicizia.
Il dopo-fiera rimarrà sempre tra i miei ricordi migliori, quando avrò l’occasione di raccontare cosa mi è rimasto di questa prima esperienza teutonica la cosa di cui parlerò più volentieri sarà indiscutibilmente la bellezza del ritrovarsi a mangiare insieme in un bel locale tipico e subito dopo (sfidando la stanchezza apocalittica dovuta a viaggio e fiera, quest’ultima vissuta come animale da soma sotto il peso dei copiosi acquisti!) il poter andare a giocare in uno dei tanti alberghi che ti mettono a disposizione una stanza a mo’ di Ludoteca. Fantastico.
Tra l’altro l’albergo dove siamo andati a giocare noi era pieno di tizi inglesi che stavano già defustellando e giocando a vari titoli ed uno di loro era addirittura Richard Breese, l’Autore di Keyflower. Incredibile!
Insomma, la fiera sarà bella, ma la possibilità di stare insieme è qualcosa che supera di gran lunga il mero acquisto.
E quello che mi fa piacere è che questa mia opinione sia condivisa da molti, a partire dal team di Idee Ludiche!

Lollosven: più che per i prezzi, la convenienza e la mole di titoli degli anni scorsi che si riescono a trovare a prezzi assurdi (vedi i vari stand con giochi a tanto al kg), Essen è un'esperienza allucinante per gli appassionati. La possibilità di provare nuovi titoli e conoscere i game designer, andare a giocare in un albergo e parlare per 1 ora con un signore inglese disquisendo sulle meccaniche ed il bilanciamento di Die Staufer per poi scoprire che il tizio è Richard Breese l'autore di quel gioiellino di Keyflower, andare a mangiare in un ristorante e ritrovarsi in 16 membri della Ludoteca più Mario Sacchi e i suoi amici, fare defustellazione selvaggia e mettere sul tavolo tutti gli acquisti rendendosi conto che non finiscono mai... Insomma il vantaggio economico è pari a zero (o quasi) ma l'esperienza non ha prezzo!

Benedetto: Essen è tipo una super Fiera del Libro di Torino, ma sui giochi da tavolo. Io sono stato per la maggior parte del tempo a fare presenza allo stand della PlanPlay, che bisognava fare un po' di bagarre per vendere il mio giuochino, ma ho avuto la gran bella occasione di reincontrare amici del mondo del giuoco, parlare di affari, proporre idee strampalate. Insomma, per me è stata la prima volta come visitatore, la prima volta come autore, la prima volta come dimostratore. Un po' come perdere la verginità durante un threesome con Sasha Grey ed Eva Green.
 
 - - -
 
(Altre foto, commenti e curiosità li trovate QUI, sulla pagina FB che la Ludoteca Galliatese (alla quale il nostro blog è ormai indissolubilmente legato) ha dedicato all'evento: LUDOTECA GALLIATESSEN!)
 

lunedì 13 ottobre 2014

CHIUSO PER ESSEN

Eccezionalmente questa settimana non troverete nuovi post ad attendervi qui su Idee Ludiche.
 
Questa è la settimana che porta alla Fiera con la F maiuscola, la Internationale Spieltage SPIEL '14, che si terrà come sempre in quel di Essen dal 16 al 19 ottobre.
 
Potrei illudervi con frasi del tipo "stiamo lavorando per voi" e roba simile, ma la verità è che la nostra mente è già rivolta al Paradiso dei gamers...
 
Quest'anno infatti lo staff di Idee Ludiche al completo sarà presente in fiera nei giorni di venerdì e sabato! Potremo incontrarci per giocare, conoscere ed acquistare tutte le novità che la fiera propone!
 
Felici come bambini in un negozio di caramelle!!! :D


Arrivederci alla prossima settimana e come direbbe il mitico Jack Burton:
'voi badate al fortino, tenete alto l'amor di patria, e se non torniamo entro mezzanotte...chiamate il presidente!!!' ;) 

lunedì 6 ottobre 2014

ZHANGUO… E NON SOLO!


link al videotutorial di ZhanGuo
African Park, uscito nel 2009, è stato il loro titolo di esordio, a seguire troviamo l’ottimo The Doge Ship (2012), quest’anno ad Essen verrà proposto ZhanGuo e a breve potremo ammirare anche lo strategico Rhein River Trade.
Stiamo parlando del fulgido percorso ludico di Marco Canetta e Stefania Niccolini, una coppia (nel lavoro e nella vita!) di Autori italiani che sta ottenendo un successo sempre crescente nel campo del game design.
Grazie all’intraprendenza di Lollo e Benedetto non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di conoscerli meglio!
 

Ciao Stefania e Marco, grazie di aver accettato di rispondere alle nostre domande :) , per cominciare raccontateci qualcosa di voi e, soprattutto, che cosa vi ha portato a creare giochi.

Marco è di Biandrate (microscopico paese in provincia di Novara) e Stefania di Firenze e abitiamo con i nostri due figli a Fucecchio, una sorta di pacifico compromesso fra il caos della città e la morte civile della campagna. Siamo sposati nella vita e nel lavoro e abbiamo un piccolo studio di ingegneria; è però solo una copertura che permette di pagare le bollette e far la spesa al supermercato. In realtà ciò che amiamo di più fare è inventare giochi e scrivere romanzi (solo nel caso di Stefania che ne ha all’attivo già due pubblicati. Marco al massimo li legge sotto tortura).   
Prima di diventare creatori di giochi, siamo stati giocatori (lo siamo ovviamente ancora) e nel giocare abbiamo cominciato a cambiare le regole dei giochi. A quel punto avevamo due possibilità: entrare in analisi per risolvere i nostri problemi mentali o creare giochi. Per motivi puramente economici abbiamo scelto la seconda alternativa e ci è andata bene.

Cosa vi piace di più del lavoro di game designer?

Perché è un lavoro? Giocare per lavorare: cosa c’è di meglio?

Parlateci di The Doge Ship, è andato come vi aspettavate dalla progettazione alla versione finale nei negozi?

Il Doge (come lo chiamiamo noi) è stato pubblicato da GiochiX con cui avevamo già realizzato African Park. Conoscevamo perciò il modo di lavorare di Michele Quondam e del suo team con cui ci siamo trovati molto bene sin dall’inizio. Sapevamo che non ci avrebbe deluso, né per la qualità dei materiali né per la grafica. Il piccolo African Park aveva infatti delle splendide illustrazioni ed era stato in lizza per il premio Graf Ludo in Germania. Il Doge non ha assolutamente tradito le nostre attese e Lamberto Azzariti, il grafico, ha fatto un ottimo lavoro.

E di ZhanGuo, in uscita a Essen, cosa ci dite? Sembra davvero interessante, volete darci una piccola descrizione del gioco?

ZhanGuo ripercorre il periodo storico successivo al 221 A.C., data in cui il re di Qin, Ying Zheng, riuscì nell’impresa impossibile di unificare la Cina sotto un unico impero e assunse il titolo di Qin Shi Huang Di (un premio a chi riesce a memorizzarne tutti i nomi cinesi). L’impero però non poteva definirsi tale fintanto che i regni annessi avessero mantenuto le loro tradizioni.
Per prima cosa l’imperatore riformò il vecchio sistema feudale e divise l’impero in province (nel gioco raggruppate in 5 regioni) e stabilì che fossero adottati gli stessi simboli di scrittura, le medesime unità di misura, in particolare le monete, e impose uguali leggi. Intanto da nord la minaccia dei barbari Hsiungnu si faceva sempre più pressante e l’imperatore diede avvio a una delle opere più ambiziose nella storia dell’uomo: la Grande Muraglia.
In ZhanGuo i giocatori impersonano la parte degli emissari dell’imperatore e devono contribuire al processo di unificazione diffondendo la stessa scrittura, leggi e monete; devono inoltre occuparsi della costruzione dei palazzi e delle opere volute dall’imperatore per celebrare la sua fama e di partecipare alla realizzare della Grande Muraglia. Al contempo però devono mantenere l’ordine nel regno evitando sommosse popolari.
Chi riuscirà a dare il maggior contributo alla causa dell’imperatore sarà il vincitore.
Il gioco, nei 5 round, è basato sulla gestione della propria mano di 6 carte. Il giocatore, infatti, può scartarle per effettuare le 6 azioni di Corte (per costruire palazzi, pezzi di Muraglia, assegnare i funzionari nei regni …) o giocarle sopra la propria player board (azione di Unificazione) per sfruttare la loro abilità nelle azioni di Corte successive. Spesso un bel dilemma. È un gioco in cui ci sono tante strategie possibili per arrivare alla vittoria, che non è mai scontata fino alla fine, anzi. 
Il gioco si presenta con un grande tabellone, 120 carte, tanti componenti di legno e con una grafica, a nostro avviso, spettacolare. Per chi compra i giochi giudicandoli dal peso o dal colpo d’occhio (come spesso fa Stefania) questo diventa un acquisto sicuro (giudizio ovviamente di parte).  

Vista la cura dei particolari storici mi viene da chiedervi se per la creazione dei vostri giochi siete soliti partire da una meccanica o dall’ambientazione.
 
Sinceramente abbiamo provato entrambi i metodi; peccato però che quando siamo partiti dalla meccanica il risultato sia sempre stato un obbrobrio di gioco abortito immediatamente. La cosa ci ha così convinto che è meglio cucire il gioco sull’ambientazione e ZhanGuo ne è un esempio.
 

Svelateci un vostro punto di forza ed una vostra debolezza.
 
Il nostro punto di forza sta nella visione che abbiamo dell’idea di gioco: Marco può essere considerato un hardcore gamer, mentre Stefania è più family (peace and love, per intendersi). In più ci sono i nostri figli che hanno un altro modo ancora di giocare. I nostri giochi alla fine sono un compromesso fra le nostre filosofie e, in teoria, dovrebbero accontentare un po’ tutti i giocatori.  
Il nostro punto di debolezza: non riusciamo a giocare senza rischiare tutte le volte il divorzio, anche quando si tratta di semplice playtest. 

Siamo curiosi, a quali giochi vi piace giocare? Avete qualche preferenza sulle meccaniche?

Non abbiamo una preferenza particolare. Dipende più dai momenti e dalla compagnia. Una cosa è certa: abbiamo la casa invasa dai giochi e dovremmo iniziare a valutare la possibilità di passare all’Ikea per comprare una mensola nuova prima di trovarseli anche in bagno.

E concludiamo con un classico: progetti futuri e sogni nel cassetto?

C’è sicuramente ‘Rhein River Trade’ di Stratelibri, già annunciato e di prossima pubblicazione. Come dice il nome, si tratta di un gioco strategico di logistica e di commercio lungo il Reno (quello della Germania, non quello vicino a Bologna), la cui particolarità sta nella condivisione dei mezzi di trasporto fra i giocatori.
Poi ovviamente stiamo lavorando ad altri progetti che speriamo vadano presto in porto (incrociamo le dita).


Grazie mille ragazzi per la squisita disponibilità ed in bocca al lupo per tutti i vostri progetti!

Un saluto dallo staff di Idee Ludiche! :)

venerdì 3 ottobre 2014

PER UN PUGNO DI TOKEN


Si è fatto un gran parlare dell‘evento di mercoledì 1° ottobre in Ludoteca Galliatese.
Qualcuno pensa che che dopo quella magica serata il MERCOLUDICO non sarà più lo stesso... addirittura i frequentatori della Ludoteca non saranno più gli stessi…
Ma perchè si parla tanto di quella sera?
Cosa avrà spinto tre gamers torinesi ad affrontare una impervia trasferta in terra novarese?
Quale oscura meraviglia celava nella sua borsetta di carta il più barbuto dei tre?
E soprattutto, chi può essere all‘altezza di raccontarci cosa sia veramente successo tra le mura della LG?
Forse Lollosven? Oppure Benedetto? O Max?
NO
Eccezionalmente per oggi il cronista della serata è nientepopodimenoche Andrea Dado in persona!!!

Avete capito bene ragazzi, il Dado Critico regala ai lettori di Idee Ludiche uno dei suoi formidabili articoli!

Mettetevi comodi, buona lettura ;)

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Informo i soci dell'invito alla Galliatese durante il setup di Ancient Terrible Things, ultimo acquisto ponderatissimo di RedBairon, comprato perchè magari farà cacare ma vuoi mettere che illustrazioni?.
Viking risponde come da copione: "Io ci sono sicuramente".
Non ha ascoltato nè chi ci ha invitato nè ha capito dove andremo, ma lui c'è, sempre e comunque, a prescindere, e precisa anche "Raga guido io"

RedBairon oppone le solite perplessità di default
"Non so, raga, saranno 90km solo andata..."
Io: "Eddai!"
RedBairon: "Okay"
Granitico nelle sue convinzioni, il Red.

Su google maps scopriamo che i chilometri sono più di 200 fra andata e ritorno, ma oramai l'ingranaggio è in movimento, e non si fermerebbe manco fossero 400 e ci fosse la neve.
Pianifichiamo il viaggio in macchina con cena a base di camogli in Autogrill (Viking propone: "Raga tranquilli io posso mangiare mentre guido") poi MaxT mi conferma che la ludoteca è attrezzata con hamburger e piadinerie varie, e allora cazzocene ci arrangiamo lì.
Il giorno della partenza è funestato da sfighe così scroscianti per me e per il vikingo che ne porteremo gli strascichi per le settimane a venire, ma oramai siamo già mentalmente in viaggio, e potremmo arrivare a Galliate pure con un cinghiale piantato nella griglia del radiatore e un barattolo di chiodi nelle gomme.
Si parte in leggero in ritardo sulla tabella di marcia.
Viking arriva direttamente da lavoro, esausto e affamato. Si cambia tipo Clark Kent in una cabina, e ci chiede: "Raga ma voi avete già mangiato?"
Io: "No"
RedBairon: "No"
Viking: "Raga: onesti!"
Io: "Si"
RedBairon: "Sto per sboccare
Si parte.

 
About Max & TeOoh

Max è una delle prime persone che ho conosciuto, quando ho registrato timidamente il mio blog.
Mi ha mandato un pm sulla Tana dei Goblin.
Lui: "Ciao :) sono Max e gestisco anche io un Blog ludico: Idee Ludiche"
Io: "Fico IdeeLudiche. Più fico ancora sarebbe: IdeeLubriche o IdeeImpudiche. Perchè non fai un blog di boardgames e porno d'autore, sarebbe molto innovativo! Post tipo: Agricola e pecorina: analogie"
Ho questa abitudine di mostrare sempre il mio lato peggiore all'inizio, è come se mettessi alla prova il mio interlocutore, comunque Max passa il filtro.
In questi mesi, nelle notti in cui i post per il blog sembravano non volersene uscire fuori dalla tastiera del portatile, ho scambiato un sacco di messaggi con Max, ed era un po' che avevamo in programma di incontrarci. L'esca definitiva per Galliate è stata la promessa di un misterioso prototipo in demo, nato dalla collaborazione di Colovini, Knizia e Sylvester Stallone.

Con TeOoh è stato diverso.
Ho cominciato a seguire le sue Minute fin dai primissimi video caricati su youtube, Minute che erano molto più rustiche e sfocate rispetto a quelle fichissime che carica oggi, ma avevano il sapore casalingo della pasta e fagioli della nonna, con cotica e foglia di alloro, corroborante che nessun ristorante cinque stelle potrà mai riprodurre.
Seguivo mister "Ciao e alla prossima" prima che scoppiasse la TeOoh mania, e ancora oggi, il sabato mattina, faccio colazione con la sua minuta sull'Ipad, e se per qualche ragione salta la minuta, mi incazzo come quando la domenica mattina su Cielo dovrebbe esserci il wrestling e invece trasmettono quella cacata di moto gp.
A cavallo dell'estate ci siamo scambiati i cellulari, con TeOoh, e per un pelo non ci siamo trovati a mangiar pecora alla callara, ma il prossimo anno urge registrazione di "Rostelle Minute" sulle rive adriatiche.


 
Come tre re magi pagani e intrinsecamente calabresi, entriamo alla Galliatese distribuendo manciate di Naga Morich, uno dei peperoncini più piccanti del mondo coltivato in un manicomio di pazzi criminali (cit. Simpsons). Benedetto fra le prime vittime.
"Ciao Dado! Ma li hai portati tu? Piccano molto?"
Io: "Ma vaaa, fidati!"
Prende un frutto e se ne ficca in bocca metà. Passano circa 10 secondi prima che la capsaicina si attivi. Fa ancora a tempo a dire "Beh, pensavo peg". Poi è la cauterizzazione. Passa la mezzora successiva a vuotare il ghiaccio dai bicchieri abbandonati sui tavoli, e a insultarmi col linguaggio dei segni (del quale conosce solo poche parole, giusto il medio alzato e gesto dell'ombrello).
Tempo di buttarci in corpo un po' di caffeina sotto forma di Coca Cola (Viking: "Raga io posso anche guidare dormendo, eh"), e ci spargiamo per i tavoli.
Viking e TeOoh si ritagliano due sedie al tavolo a Divinare.

Io e Red finiamo su Hansa Teutonica con Lollosven, Nylo e Ivan.
Gran gioco. Come insegna RedBairon ci sono molti "bei giochi" e pochissimi "gran giochi", e Hansa sembra proprio destinato alla grandezza.Un tedesco spietato, severo, ruvido come il cemento non rasato.
La banda attorno al tavolo è compatta, tosta, affiatata. A Lollo, del quale conoscevo solo il nick e gli articoli sul blog di Idee Ludiche, si illuminano gli occhi quando parla di boardgames, c'è passione e orgoglio vero, sembra un padre che racconti della figlia appena laureata 110 e lode in medicina.

La partita finisce con la vittoria (annunciata) di Ivan, seguito a distanza di un morso da Nylo (Nylo che non collego nick al volto, accidenti a me!).
Hansa porta via più tempo del previsto e così quando molliamo il tavolo manca poco a mezzanotte.
Ci siamo imposti di ripartire all'ora delle streghe perchè il viaggio è lunghetto (e tanto sforeremo), e così organizziamo un Coloretto di alibi con Max e TeOoh.
Per rendere il gioco un po' più hardcore, tiro in gioco una manciata di Naga Morich, posizionando un pepper su ogni fila di carte.
TeOoh battezza la variante Culoretto, e in 2 minuti ci inventiamo le regole:


1-quando prendi una fila di carte, mordi il Naga della fila corrispondente

2-non si può bere fino alla fine della partita

3-in alternativa al morso di Naga, si può scegliere un pugno nei coglioni

Max rifiuta la variante perchè non riconosciuta dall'autore, mentre io, TeOoh e Viking decidiamo più anarchicamente di applicarla e suicidarci a capsaicina.
Partiamo.
Gli altri cominciano con morsi prudenti, ma io lavoro di incisivi per mettere a nudo placenta e semi dei frutti, siamo mica qui a pettinar gli habanero. Dopo due giri la capsaicina comincia a entrare in circolo. Sembra di avere in bocca a fasi alterne: olio bollente, api incazzate, chiodi, schegge di vetro, alcol 90°, formiche rosse...
TeOoh parla come un tossico che batta moneta alla stazione centrale, ma è il più inflessibile sulla regola "non si beve", Viking sembra debba stramazzare al suolo da un momento all'altro, ma ogni volta che lo sfotto sui morsi piccoli strappa lembi di fuoco rosso dai pepper.
Il mazzo si assottiglia e nessuno guarda più i punti.
Chiudiamo che è cominciato il nuovo giorno.
Salutiamo tutti, raccogliamo i nostri stracci e ce ne andiamo che non è l’una ma quasi.
Il viaggio di ritorno è lunghissimo, sembra di viaggiare col freno a mano tirato. Red, sui sedili dietro, incassa le tre birre, Viking guida come un automa, io cerco di resistere allo scorrere ripetitivo dell‘autostrada sempre dritta.


Gran gruppo questi della Nudoteca Galliatese, tra l'altro tutti hardgamers, tutti ammazzacristiani.
Per stabilire chi sarà il primo giocatore ad Hansa Teutonica, non nascondono i cubetti nel pugno come fanno tutti, ma giocano una partita a Tzolk'in. E per stabilire chi sarà il primo a Tzolkin? Ne fanno una a Caylus. E‘ da quando hanno aperto la ludoteca 10 anni fa, e uno di loro ha proposto Se facessimo una partita a Monopoli? che cercano di stabilire il primo.

Grazie della serata, gentaglia.

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Grazie a voi cari Andrea, Red e Viking.
Sarete sempre i benvenuti in LG!

(Un doveroso saluto va anche al grande assente della serata, il mitico Roz ed i suoi brutti ceffi, ai quali va un sincero invito ad unirsi a noi prossimamente!).