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lunedì 15 settembre 2014

PERCHE' MI PIACE... HYSTERICOACH (11)


 
Nessuna recensione, niente meccaniche, niente voti, semplicemente prendo un gioco della mia collezione e vi spiego perché mi piace giocarlo!
Se la mia opinione sarà utile a qualcuno non lo so (ovviamente spero di si!) ma mi piace l’idea di raccontarvi il perché ed il percome un dato titolo mi affascina, senza giudicarlo o valutarlo, ma facendone emergere solo i lati, a mio parere, positivi.
Quindi buona lettura e… spazio ai commenti! J




HYSTERICOACH (2006)
di WALTER OBERT
4-14 giocatori
20-40 minuti
Cooperativo, simulazione sportiva.

 





Mi piace perché:
 

> E’ il classico party game caciarone e coinvolgente. Ha un ritmo adrenalinico ed alla fine del match chi ricopre il ruolo dell’allenatore spesso finisce sudato e afono! :) Tutte le volte che l’ho fatto giocare ha sempre riscosso successo anche tra i detrattori del gioco del calcio!
 

> Il gioco ha una componentistica gradevole e ben curata. C’è tanto robusto cartoncino:
un tabellone componibile double face che rappresenta il campo da gioco, 7 “pedine-giocatore” per squadra, due segnalinee (raffiguranti nientepopodimeno che l’Autore del gioco Walter Obert e l’Artist Paolo Vallerga!), due “pedine-pallone”, un dado e tante carte (carte “schema di gioco”, carte “squadra” e carte “calciatore”) tutte ottimamente illustrate. Una bella sensazione visiva.
 

> Ci si può giocare da 4 a 14 giocatori, e tutti vengono coinvolti nell’azione di gioco, zero tempi morti! Hystericoach si gioca in due squadre composte da un allenatore e da un numero di giocatori variabile da uno a sei. L’allenatore si posiziona in piedi alle spalle dei giocatori avversari, in modo da guardare i suoi e… inizia a sbracciarsi ed urlare ordini di gioco ai membri della sua squadra, cercando di sovrastare la voce del coach avversario e soprattutto di farsi capire senza poter pronunciare parole fondamentali come AVANTI, INDIETRO, DESTRA, SINISTRA! Non può nemmeno dire il numero del giocatore che sta chiamando ne il suo ruolo, può solo chiamarlo per nome, il problema è che i nomi dei giocatori stampati sulle carte sono davvero improbabili, se non addirittura impronunciabili! Nella nazionale del Giappone ad esempio abbiamo: 1 SESUDO TAKASCI, 2 INTONAMIKORI, 3 NAROSIKATA, 4 MALIMORTARI, 5 SAKAGNAMOSCI, 6 MANYAIMARONI, 7 RIMANYAKASA!
 

> Ah, in Hystericoach l’allenatore può essere esonerato anche a partita in corso! Se l’allenatore si dimostra incapace di condurre come si deve la propria squadra (o se, più probabilmente, rimane senza voce!), qualunque suo giocatore può prenderne il posto!
 

> Va detto che Hystericoach è pensato anche per un pubblico “junior”, infatti le carte-squadra di ogni nazionale hanno un lato B nel quale i nomi scritti sono più semplici da pronunciare. E in più puoi far durare una partita quanto ti pare: si possono fare due tempi da 15 minuti, un tempo solo da 20 minuti, si può decidere che vince chi segna 3,5 o 10 gol, come quando da piccoli si giocava al parchetto! :)
 

> E’ davvero irresistibile! Bisogna giocarci per rendersi conto di quanto ci si possa divertire con questo gioco. Come si legge sulla confezione, Hystericoach è “un party-game che cambierà il vostro modo di vivere il calcio!”

 
le famigerate carte squadra, schema e giocatore

 
Se vi ho incuriosito e volete provare HYSTERICOACH vi aspetto ogni mercoledì alla Ludoteca Galliatese, dove potrete trovare anche molti altri titoli interessanti!
 



lunedì 8 settembre 2014

INTERVISTE INTERNAZIONALI - 8 DOMANDE PER: TOM LEHMANN


Oggi a Idee Ludiche ospitiamo un personaggio internazionale davvero eccezionale:
il cinquantaseienne Thomas Lehmann, parigino di nascita e, dopo molto peregrinare, ora residente negli Stati Uniti. Il suo capolavoro è indiscutibilmente il conosciutissimo e giocatissimo Race for the Galaxy, un dei card game di maggiore successo degli ultimi anni (uscito nel 2007, attualmente occupa il numero 24 della classifica di BGG). In questa intervista approfondiremo la sua conoscenza, i suoi gusti in fatto di giochi, di design… e molto altro!



 Traduzione di Lollosven
 

Where were you born and what did you do before becoming a game designer?

Dove sei nato e cosa facevi prima di diventare un game designer?

I was born in Paris, France. I grew up in various countries (Tunisia, Indonesia, Korea) and around Washington, DC. I've been an economist, system modeler, programmer, games publisher, and technical writer.

Sono nato a Parigi in Francia. Sono cresciuto in diversi paesi (Tunisa, Indonesia, Corea) e vicino a Wahington DC. Ho lavorato come economista, modellatore di sistemi, programmatore, games publisher e scrittore tecnico.


What do you like most about your profession?

Cosa ti piace di più della tua professione?

I like that it is creative and portable. I often do design work on my clipboard. I enjoy being able to test my prototypes with different people in various countries.

Apprezzo che sia creativo e che posso farlo in mobilità. Spesso lavoro sul design sulla mia clipboard. Mi piace essere in grado di testare i miei prototipi con diverse persone in vari paesi.


You have created many games, what is the one you're most fond of?

Tu hai ideato molti giochi, qual'è quello a cui sei più affezionato?

I'm fond of whichever game someone "gets" -- when a player understands what I was aiming for, enjoys it, and appreciates the various layers of strategy and tactics that I've built in. 

Sono soddisfatto ogni qualvolta un mio gioco faccia scattare il “clic” a qualcuno, quando cioè un giocatore capisce cosa ho cercato di fare e si diverta, che apprezzi i diversi livelli di strategia e tattica che ho costruito al suo interno.
 

Has the success of Race for the Galaxy changed your lifestyle?

Il successo che ha ottenuto Race for the Galaxy ha cambiato il tuo stile di vita?

It’s success has enabled me to become a full time designer, which I’m very grateful for!

E’ stato il suo successo che mi ha permesso di diventare game designer a tempo pieno, cosa di cui sono estremamente grato!


Give us your definition of game design.

Dacci una tua definizione di game design.

I don't worry about definitions. My goal is always to create engaging game play with multiple strategies and interesting decisions, that maybe tells a little story. 

Non mi preoccupo particolarmente delle definizioni. Il mio scopo è sempre di creare un game play avvincente con strategie multiple e decisioni interessanti da ponderare, che forse possa “raccontare una piccola storia”.


Reveal to us your strength and your own weakness.

Svelaci un tuo punto di forza ed una tua debolezza.

One strength is that I tend to conceive of a game as a whole, with title, theme, visual image, and play mechanics all together. This usually gives me a clear sense of what a game is "about" during its development. Sometimes, of course, the game doesn't cooperate and eventually I realize it is really about something else and needs a big change. Another strength is that I do lots of testing, with several different groups.

Un punto di forza è che cerco di pensare ad un gioco nel suo insieme, con titolo, tema, aspetto visivo e meccaniche di gioco nella loro interezza. Questo sovente mi permette di avere una visione chiara di quello che è/sarà il gioco durante lo sviluppo. Qualche volta ovviamente il gioco non si amalgama ed eventualmente capisco che è qualcosa di diverso e che quindi necessita di un grosso cambiamento. Un altro aiuto deriva dal fatto che faccio molto testing, con molti gruppi diversi.

A curiosity: what games do you like to play?

Una curiosità: a quali giochi ti piace giocare?

I enjoy some euros, Tichu, the occasional wargame, role-playing, LARPs, and a few lighter games. Mostly, I like games that will hold up and still be interesting after 50 or more plays. In recent years, among Eurogames, I have enjoyed Pandemic, Dominion, Navegador, and Russian Railroads. Tichu and Can't Stop are among my all time favorites.

Apprezzo alcuni giochi “euro”, Tichu, a volte qualche wargame, giochi di ruolo e dal vivo e alcuni giochi più leggeri. Principalmente mi piacciono giochi che durano e che sono interessanti anche dopo 50 o più partite. Negli ultimi anni, tra gli eurogames, mi sono divertito con Pandemic, Dominion, Navegador e Russian Railroads. Tra i classici Tichu e Can’t Stop sono tra i miei preferiti.
 

Future plans and dreams?

Progetti futuri e sogni nel cassetto?

I believe one trend in the next 10 years will be adding more "story" and "narrative" to strategy games. I'd like to do something in that area...

Credo che un trend dei prossimi 10 anni sarà aggiungere più “storia” e aspetto “narrativo” ai giochi di strategia. Mi piacerebbe sviluppare qualcosa in questa direzione…


take care,

Tom 


Thank you so much Tom for your patience and collaboration! :)

venerdì 5 settembre 2014

... AND BENEDETTO PLAYS...



Musica e giochi: è da un po’ di tempo che qui a Idee Ludiche si pensava ad una rubrichetta leggera che mettesse in comunione questi due mondi, e grazie alla preparazione del nostro eclettico Benedetto in entrambi i campi (non dimentichiamo che Ben è un membro della band POP JAMES!) ecco che nasce … and Benedetto plays…”, consigli musicali per vivere l’esperienza ludica a 360°!
In questo primo appuntamento il consiglio è di assaporare le sonorità dei TINARIWEN associate allo splendido TARGI.
Buon ascolto e buon divertimento! :)

Max_T

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I Tinariwen (dal Tamashek: "deserti", la parola è il plurale di Ténéré) sono un gruppo musicale proveniente da Tessalit, nel nord est del Mali. La loro musica, il Tishoumaren, mischia tra loro elementi blues, rock, world e di musica tradizionale Tuareg.
Serve altro?!



Tinariwen - TOUMAST TINCHA




Targi, un gioco di Andreas Steiger, del 2012, per due giocatori

Benedetto

lunedì 1 settembre 2014

SODDISFAZIONI OLIMPICHE E DINTORNI; QUATTRO CHIACCHIERE CON DANIELE FERRI


Daniele con la medaglia d'oro per il Rummikub
L’amico Daniele Ferri da Ferrara mi ha sempre stupito per la semplicità, l’entusiasmo e la professionalità che lo permeano e che sapientemente usa anche nel proporre i suoi giochi.
Una chiacchierata con lui è sempre piacevole e ricca di spunti interessanti.
All’epoca del nostro primo incontro mi disse che il mio calendario ludico (ossia la “famosa” Time Line ludica che trovate in fondo al blog) presto avrebbe dovuto essere corretto ed aggiornato. Scherzando (ma neanche troppo mi viene da dire ora!) mi disse di aggiungere tra i titoli dei principali giochi passati alla storia anche VEGEtables, il card game da lui ideato nel 2012.
Ci scherzammo su…
Poi, durante l’intervista a lui dedicata ad aprile dell’anno scorso, Daniele ci spiegava che durante la 17° edizione delle Mind Sport Olympiad (svoltasi ad Agosto 2013) si sarebbe tenuto un torneo introduttivo di VEGEtables allo scopo di saggiarne il gradimento in vista di una sua possibile introduzione, come disciplina ufficiale delle Olimpiadi, già dall’edizione successiva di Agosto 2014.
La cosa si stava facendo seria!...
 

Ciao Daniele e bentornato a Idee Ludiche!
Si è da poco conclusa a Londra la 18° edizione delle Mind Sports Olympiad, che ormai da qualche anno ti vedono protagonista, oltre alla medaglia conquistata (congratulazioni per il risultato!) hai qualcosa di particolare da raccontarci sull’edizione di quest’anno?! :)

Eh di cose particolari ce ne sono parecchie, tanto che la mia medaglia, il terzo oro consecutivo nel Rummikub (quello che da noi è più conosciuto come “Machiavelli”) passa decisamente inosservata.
Da qualche mese è noto che il mio VEGEtables è stato ammesso come Disciplina Ufficiale al Mind Sports Olympiad e il 19 agosto il tutto si è concretizzato in un appassionante torneo.
Nella storia del M.S.O. non c’era mai stato un gioco “made in Italy”, figuriamoci una autoproduzione! Vedere il mio gioco ricevere questo riconoscimento internazionale è un risultato che va oltre qualsiasi sfrenata fantasia avesse potuto cogliermi quando, nei primi mesi del 2012, l’idea di VEGEtables si concretizzò.
Arrivare a questo risultato non è stata una passeggiata. Ci sono voluti due anni, tra presentazioni, dimostrazioni, torneo introduttivo, contatti con gli organizzatori e mille altri dettagli. Ma, alla fine, la validità del gioco ha superato anche le più scettiche (seppure giustificabili) resistenze di chi deve mettere in piedi una manifestazione di cotanto livello.
Il risultato è stato decisamente superiore alle aspettative, mettendo anche in conto che ero alla mia prima esperienza come “organizzatore/arbitro” del torneo: sei turni con sistema italo-svizzero che, per fortuna, so gestire anche a mano.

Quindi non hai giocato VEGEtables?

Certo che no, mi sono limitato a gestire il torneo e ti garantisco che questa è solo la punta dell’iceberg. Preparare tutto è stato un lavoro davvero impegnativo, iniziato oltre tre mesi fa.
Quando ho visto pubblicato sul web il bando ufficiale del “mio” torneo, ho iniziato a cercare, tra gli amici che normalmente mi seguono nei tornei di VEGEtables, se ci fosse qualcuno interessato a partecipare.
E ho messo insieme una squadra di sei persone a cui ho dedicato degli allenamenti “speciali” per diverse settimane, proprio per prepararli all’evento londinese.
Quello che non ti ho ancora detto, infatti, è che la gara olimpica è stata giocata con partite a 2 giocatori, con l’apposita variante “da torneo” del regolamento.
Tu, e quasi tutti quelli che leggeranno queste righe, l’hai giocato e visto giocare sempre e solo tra quattro giocatori, che è il “regolamento base” incluso nella confezione. E sono regole per un gioco “da famiglie”, dove la componente fortuna ha un peso importante e si sta intorno al tavolo più per il divertimento che per il coinvolgimento competitivo.
Il gioco in due è un altro film. Molto, molto impegnativo, con un approccio strategico di livello medio alto, necessità di memorizzare le carte raccolte dall’avversario e di dover decidere, in più di un’occasione, di cedere punti per garantirsi un maggiore controllo del gioco.

Ma lasciamo stare: bisogna provarlo per rendersene conto.

medaglia d'oro e classifica finale del torneo di VEGEtables
Raccontaci del torneo.

Si sono dati battaglia dieci giocatori: sei italiani e quattro inglesi. Un numero che non fa gridare al miracolo, ma come “prima esperienza” non so proprio se sarei riuscito a gestirne molti di più. E per come è andata quest’anno ritengo che, nel 2015, le presenze straniere aumenteranno, poi ti racconto.
Prima della breve cronaca, presento i giocatori: mi hanno raggiunto a Londra gli amici Marco Campini (ottimo scacchista che ha partecipato anche a un paio di gare di Scacchi) e Carlo Sgambati, quest’ultimo accompagnato dalle figlie Barbara e Sara, poi c’era mia nipote Caterina Facchini, non ancora sedicenne ma con un “senso del gioco” da fare invidia a gente molto più quotata, e infine c’era, ovviamente, mia moglie, che sempre mi accompagna negli eventi principali.
Gli inglesi, oltre al giovanissimo Samuel, erano delle mie “vecchie conoscenze” dalle Olimpiadi precedenti: Emily Watson (che vinse il torneo dimostrativo del 2013), David Pearce vincitore di ben due Pentamind e Matthew Hatthrell, fortissimo giocatore multidisciplinare.
E proprio Matthew si è portato a casa la medaglia d’oro, pur avendo perso la prima partita, ma poi inanellando cinque vittorie consecutive.
Ottimo secondo posto, ma con un po’ di rammarico perché aveva vinto le prime quattro partite, di Carlo Sgambati. Un argento che, fatto tesoro dell’esperienza di quest’anno, nel 2015 può senz’altro trasformarsi in un oro.
Terza classificata mia moglie, Maria, che ha messo a frutto l’allenamento “speciale” che le ho dedicato durante l’estate, ma che non è in grado di reggere la tensione e lo stress dovuto alla concentrazione di un gioco così impegnativo. Anche per lei posso pronosticare un miglioramento per l’anno prossimo.

Puoi spiegarci cosa sarebbe il “Pentamid” che hai citato?

E’ il premio più ambito, il riconoscimento di essere una sorta di “campione del mondo di giochi”: di tutte le gare a cui si partecipa viene registrato il risultato in un apposito software che calcola il valore della “performance”. Di ogni giocatore si considerano i cinque migliori risultati e il punteggio più alto, alla chiusura della manifestazione, si porta a casa l’ambito premio.
Come ti dicevo prima, per l’anno prossimo confido in un aumento della partecipazione tra i non italiani e proprio grazie al Pentamind. Essendo VEGEtables una Disciplina Ufficiale, anche il mio torneo ha portato punti per il Pentamind e Matthew, il vincitore, è arrivato secondo (e si è portato a casa 800 sterline, se ricordo bene) proprio grazie a questo ulteriore oro.
Vista “la facilità” con cui è arrivato alla vittoria, gli altri pretendenti al Pentamind, l’anno prossimo, vorranno sicuramente dargli battaglia per contendergli punti preziosi.

Fantastico! A chi dedichi questo meritato successo?

Faccio qualcosa di controcorrente e lo dedico a me stesso, che mi son fatto un culetto equilatero.
Dai su sto scherzando, la dedica è a tutti gli amici che accompagnano VEGEtables nei tornei durante l’anno e un grazie particolare a chi è venuto fino a Londra per giocare.

Hai altri prototipi nel cassetto? O magari “espansioni” e regole aggiuntive per VegeTables?

Il prototipo non è più nel cassetto, ma sulle scrivanie dei giudici del Premio Archimede. Scaramanticamente non ti racconto nulla, ma ti tengo in prima fila per quando lo racconterò al mondo.
Espandere VEGEtables è probabilmente impossibile, mentre di regole aggiuntive ce ne sono a pacchi: appena avrò un attimo di tempo pubblicherò il regolamento ufficiale per il gioco a coppie (ancora più difficile di quello per due giocatori!!!) e anche il gioco in solitario.
E’ pronto, e lo presenterò nelle prossime fiere, anche “VEGEtables for kids”: un regolamento adatto a bambini molto piccoli (dai tre anni in su) che sarà apprezzato da tutte le famiglie, ma che, con le opportune variazioni, può diventare estremamente impegnativo anche per gli adulti. Te lo mostrerò.
Tutto ciò troverà mai un editore? Mah, a questo punto non so più quali altri argomenti possono servire…

Tu sei un grande esperto di giochi di carte, la tua passione ti ha portato anche a scrivere un ottimo libro sull’argomento. Ti va di parlarci un po’ di “Proposte Alternative”? Io non mi sono fatto sfuggire una delle prime copie autoprodotte (con dedica ovviamente!), ma ora le cose cambieranno…

La mia copia autografata di Proposte Alternative
Proposte Alternative nacque come raccolta di regolamenti e poi si è trasformato in un libro “pensato” per i principianti, ma “rivolto” agli esperti, con l’obiettivo di fornire delle “linee guida”, un “metodo didattico” che permetta, al giocatore preparato e competente, di trasmettere non solo il “come” (le regole dei giochi) ma soprattutto il “perché”, quando si ha un mazzo di carte in mano, si fanno e dicono certe cose.
C’è anche un altro dettaglio. Se provi a chiedere, in una qualsiasi libreria, un libro sui giochi di carte, ti mostreranno tre argomenti: Burraco, Bridge, Poker. Oppure qualche testo sullo “zoccolo duro” dei giochi popolari tipo Briscola, Scopa, Tressette.
E tutto il resto? E’ una lacuna editoriale che mi sono sentito in dovere di colmare. Proprio in questi giorni ho aggiornato e finito di ri-ri-ri-controllare quella che considero la stesura definitiva del mio libro.
Sono molto soddisfatto, mi piace proprio. Ho inserito un po’ di bei regolamenti, ho aggiunto qualche capitoletto introduttivo, ho corretto le appendici e descritto dettagliatamente i “miei” giochi, ho aggiustato il sommario e gli indici di ricerca… adesso aspettiamo solo che un editore si faccia avanti!

Un sogno, quasi inaspettato, direi che l’hai realizzato, adesso a cosa punterai?

Di sogni nel cassetto ce ne sono ancora tanti, e VEGEtables mi ha confermato che quando credi davvero in qualcosa puoi arrivare a qualsiasi risultato, ma sono un tipo concreto, quindi penso che punterò, per prepararlo al meglio, al prossimo evento ludico: il “PLAY VI” di Lonigo.

Daniele, di novità ce ne hai raccontate davvero tante, che dire, nell’attesa di provare VEGEtables for kids che, da buon padre, non posso assolutamente far mancare ai miei bimbi, non mi resta che farti nuovamente le congratulazioni per i meritatissimi successi che hai ottenuto ed un sincero in bocca al lupo per i progetti e gli impegni futuri che hai in calendario.
Alla prossima e fingers crossed per l’Archimede! :)

PS: mi sto adoperando per il restyling del "calendario ludico"! :D